l'ambiente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 GROTTE DI FRASASSI

Frasassi è una località del comune di Genga (AN) 322 m s.l.m. Per raggiungere le Grotte di Frasassi si percorre la strada di fondovalle del torrente Esino, che si snoda tra pareti ripide e ampie aperture pianeggianti. Le Grotte sono maestose e inaspettate, visitabili senza difficoltà. Lo scenario esterno è quello della complessa, irregolare orografia dell'Appennino umbro-marchigiano ove si trova un'area speleologica tra le più interessanti d'Europa, con un poderoso sviluppo del fenomeno carsico e la presenza di una natura austera e incontaminata che mantiene intatti i segni di un passato millenario. Siamo a Frasassi di Genga, nell'entroterra anconetano, tra le due montagne tagliate a picco su una gola selvaggia dentro la quale scorre a fatica il Sentino. La gola nasconde il tesoro delle grotte, scoperta da alcuni speleologi del gruppo CAI di Fabriano nel settembre 1971. Ecco la genesi delle grotte: la roccia dei monti che sovrastano la gola è stata progressivamente corrosa dalle acque divenendo così notevolmente permeabile. Tale azione corrosiva ha operato anche in profondità creando ampie fratture e complessi ipogei. Ma il lavoro dell'acqua non finiva qui. Dal soffitto delle grotte ha avuto inizio un lento e costante stillicidio di acqua calcarea che è tuttora vivo e permette l'accrescimento e la vita delle concrezioni. Il calcare che rimane in alto e che precipita a terra attraverso l'acqua, accumulandosi per millenni, ha portato alla formazione delle splendide stalattiti, stalagmiti e colate di cristalli, mescolate in un armonico susseguirsi di forme tra laghi, laghetti e scrigni. La grotta più grande dell'intero complesso è quella del vento, lunga complessivamente 13 KM.
 

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LAGO FOSSI

La Valle di Fossi è uno dei tanti suggestivi angoli del Parco. Con alle spalle ondulate colline lavorate, dopo aver richiuso poco dietro il prezioso scrigno della Valle Scappuccia, si manifesta di fronte l'ombroso mantello di conifere che ricopre quasi tutto il versante Ovest del sovrastante Monte Predicatore. Il lago è di gradevole completamento. Formatosi in tempi recenti a causa di un movimento franoso che ha ostruito il greto del piccolo ruscello, è stato successivamente consolidato e le sue sponde sono state attrezzate con infrastrutture turistiche. Nelle immediate adiacenze, un camping rende possibile la sosta. Lago Fossi si trova a circa 300 m di quota, lontano dalle strade principali, in una zona di campagna tra Valle Scappuccia e la pineta di Monte Predicatore, due ambienti naturalisticamente molto interessanti che è possibile attraversare su sentiero.

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A circa metà della gola troviamo un santuario: MADONNA DI FRASASSI. Esso si trova nell'ampia bocca di una galleria naturale, il cui ramo principale è lungo m.410.

     

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

Madonna col Bambino del Canova, conservata nel Museo di San Clemente di Genga.

 

     

 

  CASTELLO DI GENGA

Genga è un piccolo castello sorto nel Medioevo, insieme a tanti altri che costellano le alture delle valli interne dell'anconetano. Il castello si adagia su una rocciosa e ristretta piattaforma di una ripida ondulazione del monte Giunguno che si alza quasi improvvisamente dai tortuosi percorsi del fiume Sentino che nasce a Sassoferrato, a 9 km di distanza. Il luogo viene a configurarsi come un vasto catino, chiuso dai monti Ginguno, Ercole e Gallo. Il Castello conserva gran parte delle mura di difesa edificate via via che l'abitato si ampliava e le minacce di occupazione rendevano necessario il potenziamento del sistema difensivo. Genga appartenne sempre alla Marca. Comprende ventiquattro frazioni; confina con i comuni di Sassoferrato, Fabriano, Serra S.Quirico e Arcevia. Lo stemma del comune è quello antichissimo dei suoi conti; l'aquila nera coronata di oro in campo azzurro.
Si accede al Borgo per l'unica porta ad arco, fortificata, dove ancora sono visibili gli alloggiamenti delle guardie, nel passato preposte alla tutela e difesa dell'abitato insediato tra l'antico e il moderno palazzo dei conti. Dalla sommità è possibile avere una immediata veduta dell'intera vallata, che seppure non grandemente estesa, è piacevole per le convulse variazioni del territorio e per le alterne immagini di corrusche stese cromatiche delle nude rocce e di cangianti vibrazioni dei verdi boschivi. Il reticolo e la struttura interna del paese tra chiese, strade ed edifici armonizzano in perfetta concordanza con le qualità dell'ambiente e le funzionalità del progetto costruttivo. La porta ad arco immette d'un sol fiato nel cuore stesso dell'abitato presentandoci, con immediata schiettezza, i simboli istituzionali su cui è incentrata e ancora s'impernia, in certo qualmodo, la vita pubblica degli abitanti, la chiesa nuova dell'Assunta, acui fa riscontro frontale la maestosa facciata dell'antico palazzo signorile dei Conti del Genga con il suo andamento concavo, tale da sembrare quasi un nobile uccello rapace nell'atto di dispiegare le ale per voltegiare e sorvolare la profonda valle che si svela carica di mistero e di colori in un ampio e articolato abbraccio tra cielo e terra.

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